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TEORIA ARISTOTELICA











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Da questa teoria dei "luoghi naturali" Aristotele ricava che il moto naturale della terra e dell’acqua verso il basso, mentre quello dell’aria e del fuoco verso l’alto; aggiunge anzi (ed uno dei più noti "errori" della sua fisica) che più un corpo pesante, più grande dovrà essere la sua velocità di caduta.

La polemica di Aristotele contro il vuoto uno dei cardini della sua fisica, e pone in luce il carattere decisamente antidemocriteo di tutta la concezione aristotelica.
La fisica aristotelica ha per oggetto la sostanza, per chiarire la teoria della quale conviene riferirsi alle due coppie: materia-forma, potenza-atto.
FISICA ARISTOTELICA La fisica di Aristotele ha un manifesto carattere platonico, anche se differisce in molti punti dalla fisica di Platone.
FISICA ARISTOTELICA
Aristotele cioè accetta la teoria di Empedocle dei quattro elementi ( aria, terra, fuoco, acqua) non tanto come corpi fisici, ma quanto come modi di essere.
La teoria dei "luoghi naturali" gli serve pure a dimostrare (contro Anassagora e Democrito ) l’unicità del mondo: secondo essa, infatti, ogni elemento di terra, di acqua, di aria, di fuoco tende naturalmente alla sua sfera e perciò nel globo sublunare devono essersi concentrate tutta la terra, l’acqua, l’aria, il fuoco a disposizione dell’universo; non avanza quindi alcun residuo di tali elementi per formare altri mondi.



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Article: “Se una finanziaria scontenta tutti vuol dire che è una buona finanziaria”. Questa affermazione sconcertante è stata pronunciata dal Primo Ministro Romano Prodi rispondendo a chi, tra i giornalisti, g...
Article: Il “giustificazionismo” è sempre in agguato
Osservando il satellite con il telescopio, Galilei si era accorto che esso non presentava una superficie perfettamente sferica, così come sosteneva la teoria aristotelica-tolemaica dei “corpi celesti”.
Il convenzionalista è colui che ritiene sempre possibile una qualche forma di “corrispondenza” tra gli assiomi di una teoria, ad esempio: “Se una finanziaria scontenta tutti vuol dire che è una buona finanziaria”, e la realtà: il semplice fatto che non esiste una categoria che non si senta colpita dall’azione economica del Governo.
A questo punto si presentarono due possibili conseguenze: o si superava la teoria tradizionale, affermandone la falsificazione, oppure ci si arroccava sulla teoria tradizionale, negando il valore della prova falsificante.
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Non credo sia necessaria alcuna chiosa, l’ipotesi di padre Klaus non aumentava il contenuto conoscitivo della teoria e la metteva al riparo dal controllo e dalla possibile confutazione.
Dunque, Aristotele avrebbe continuato ad avere ragione e così avrebbe salvato la teoria aristotelica dei “corpi celesti”.



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Alla base di tale teoria è la distinzione tra corpi Terrestri, situati nel mondo sub-lunare e costituiti da quattro elementi fondamentali :.
Nei secoli successivi la teoria aristotelica venne in parte modificata; Giovanni Filopono nel v sec.
ARISTOTELICA fisica medievale faceva riferimento alle teorie introdotte da Aristotele nel IV sec.

FISICA ARISTOTELICA
ARISTOTELICA DEL MOTO Poiché, come si è detto, ogni elemento tende a mantenere la stessa collocazione, ogni corpo si muove per riunirsi all’elemento dal quale è composto in maggioranza (una pietra cade verso il basso poiché l’elemento Terra maggiormente presente in essa è portato a mantenere la sua collocazione al di sotto degli altri tre): questa è l’origine del moto naturale.



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Questa seconda serie di opere rappresenta la cosiddetta Logica Nova, che contiene al suo interno la dottrina del sillogismo , e offre negli Analitici Secondi una trattazione del metodo scientifico ed una teoria della scienza.
Infatti accanto a problemi tipicamente aristotelici quali quelli della corrispondenza fra linguaggio e realtà e quindi della teoria della referenza, troviamo anche una tendenza ad analizzare il linguaggio in senso formale (che porterà ad alcuni sviluppi tipici della logica modernorum ), sulla scorta delle teorie logiche d’origine stoica.
Dato che lo studio della logica in questo periodo era portato avanti attraverso la lettura ed il commento dei testi, vediamo nel dettaglio le opere che costituiscono la Logica Vetus; esse sono: - Le Categorie ed il Peri Hermeneias di Aristotele, entrambe nella traduzione di Boezio.
Scheda su: logica aristotelica
- Il De divisione, il De differentiis topicis e l’In Ciceronis Topica commentarium sempre di Boezio, che contengono una teoria per l’inventio (il ritrovamento) degli argomenti che sarà rielaborata nel XIII sec, oltre ad alcune tracce di logica stoica.
I quattro testi aristotelici che formano il corpus della logica nova sono quindi: -Gli Analitici Primi (Analytica Priora) che presentano principalmente la dottrina aristotelica del sillogismo (tradotti verso la metà del secolo da Enrico Aristippo insieme a un gruppo di traduttori di area italiana di cui non conosciamo i nomi) - Gli Analitici Secondi (Analitica Posteriora) che offrono la teoria aristotelica sul metodo di fare scienza (furono tradotti dal greco da Giacomo Veneto negli anni 1125-50 e dall’arabo da Gerardo da Cremona negli anni - I Topici, che illustrano le forme dell’argomentazione, i sillogismi dialettici e le tecniche di disputa (ad opera degli stessi traduttori degli Analitici Primi) - I Sophistici Elenchi, che trattano delle fallacie.
- Le Etymologiae di Isidoro di Siviglia , un testo compilativo a carattere enciclopedico che influenzerà per lungo tempo lo studio sia della logica che della grammatica.
Da un punto di vista contenutistico, la Logica Vetus presenta la logica aristotelica interpretata dai commentatori neoplatonici, e contiene al suo interno anche alcune problematiche derivate dalla logica stoica.
logica aristotelica - Manuale di storia della filosofia medievale
Fu proprio all’interno delle scuole che cominciarono a svilupparsi, soprattutto attraverso il meccanismo delle dispute , nuove riflessioni sullo statuto della logica come scienza, sul rapporto fra metodologie logico-dialettiche ed interpretazione dei testi sacri e nuove teorie sullo status ontologico e la referenza dei termini (un esempio può essere rappresentato dalle teorie logico- grammaticali esposte nel De grammatico di Anselmo d’Aosta ) che preludono al successivo sviluppo di una teoria logica originale nel medioevo, la logica terminista o logica modernorum.
Quest’opera fu letta e commentata ed ebbe un posto importante nello studio della logica fino al XII sec.
La teoria logica venne studiata nelle scuole fin dall’alto medioevo, con la ristrutturazione carolingia del sistema scolastico elaborata da Alcuino di York ; essa rientrava infatti all’interno della prima sezione del curriculum di uno studente, il Trivio, nella parte corrispondente alla Dialettica.
A partire dagli anni trenta del duecento lo studio della Logica Nova si trova ad essere sempre più intrecciato con le contemporanee evoluzioni più originali della Logica Modernorum, anche se nelle università insegnare filosofia (e quindi anche logica) continua sempre a significare insegnare e commentare Aristotele.
Logica Aristotelica La logica medievale si caratterizza primariamente come logica aristotelica, in quanto fin dai suoi inizi vide in Aristotele il principale autore di riferimento, anche se non l’unico e mediato attraverso commentari di età tardoantica.
(tradotti parzialmente da Giacomo Veneto) In seguito, negli anni fra il 1260 e il 1280, quando ormai il corpus aristotelico era entrato stabilmente a far parte del curriculum delle università, tutto l'insieme della logica aristotelica, sia la logica vetus che la nova, venne completamente tradotto ex-novo e revisionato dal frate domenicano Guglielmo di Moerbeke , al cui preciso lavoro di traduzione e formazione di un corretto vocabolario filosofico si affidò Tommaso d’Aquino per la sua opera di commentatore.
- L’Isagoge et in Aristotelis Categoriae Commentarium di Porfirio, tradotto da Boezio, testo che venne utilizzato come introduzione allo studio della logica per tutto il Medioevo.
In conclusione, la logica aristotelica (sia Vetus che Nova), intesa come metodo propedeutico allo studio della filosofia e come analisi delle regole del ragionamento, giocò un ruolo importante nella storia della filosofia lungo tutto il corso del medioevo, dalle prime scuole d’età carolingia alla tarda scolastica.



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