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LE METEORITI











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Di tutte le meteoriti viste cadere sul nostro pianeta nel corso dei secoli, il 94 percento sono pietrose, il 4 percento ferrose e appena l'1,2 percento pietrose-ferrose.
Una curiosità: nei ghiacci dell'Antartico è possibile rinvenire micrometeoriti (e meteoriti) aventi un'età di oltre un milione di anni! In effetti, quelle zone della Terra sono tra le più generose di materiale di studio per gli scienziati, che in oggetti così antichi possono indagare su molti misteri, tra cui l'origine della vita, che secondo alcune ipotesi potrebbe aver avuto origine, alcuni miliardi di anni fa, al di fuori del nostro pianeta.
Il massimo del flusso delle particelle submillimetriche che cade sulla Terra in un anno ammonta ad alcune decine di migliaia di tonnellate, e si ha in corrispondenza di microgranuli del diametro di circa 200 micron (1 micron è un millesimo di millimetro) e con massa pari a un centesimo di milligrammo.
Le micrometeoriti formano anche nuclei di condensazione per la neve, per cui si può ricavarle pure fondendo neve fresca e pulita in condizioni di grande pulizia e poi raschiando i sedimenti lasciati dall’acqua così ottenuta sul fondo di un recipiente.
Per cercare queste microscopiche palline, particelle quasi perfettamente tonde che come abbiamo detto possono essere “ferrose” o “vetrose”, si può prelevare il materiale raccolto nei pozzetti di scarico delle acque piovane delle grondaie, oppure mettere sul terrazzo un’apposita “trappola”.
Sono meteoriti composte da roccia, molto simili alle comuni rocce terrestri per il fatto che la loro composizione minerale è dominata dai silicati, di gran lunga il tipo di minerale maggiormente presente nelle rocce del nostro pianeta.
Nei pozzetti di scarico delle grondaie, però, non troveremo le micrometeoriti vetrose, che sono troppo leggere per rimanervi, e dunque per raccogliere quest'ultimo tipo di micrometeoriti useremo il sistema delle bacinelle.
In pratica, si tratta di porre all’aria delle bacinelle di plastica pulite con una superficie esposta di circa un metro quadrato.
Già a bassi ingrandimenti si potranno individuare le micrometeoriti ferrose, sotto forma di piccole sferette metalliche lucide, alcune con piccole depressioni sulla superficie, altre a forma di goccia.
Si tratta di corpi eterogenei dal punto di vista delle masse, che vanno da particelle di polvere di pochi grammi a giganteschi massi di 10 milioni di chili, oggetti che quando incontrano lungo il proprio cammino la Terra possono dar luogo alle tracce luminose chiamate meteore (o bolidi quando particolarmente appariscenti) o giungere fino al suolo, nel qual caso prendono il nome di meteoriti.
Per isolare le micrometeoriti ferrose dalle bacinelle, invece, si procede così: 1)  Si immerge il magnete protetto dalla busta di plastica direttamente nell’acqua presente nelle bacinelle, spazzando lentamente le pareti e il fondo dei recipienti.
Il materiale necessario per effettuare l'esperienza, qui proposta, della raccolta e dell'analisi casalinga delle micrometeoriti, è il seguente:.
La domanda sorge spontanea: da dove vengono e come si formano le micrometeoriti? Diciamo subito che esse, come le ben più grandi meteoriti, sono materia extraterrestre la cui caduta sul nostro pianeta va avanti da circa 4,5 miliardi di anni, cioè fin dalla nascita del Sistema Solare.
Eh sì, perché come in tutte le cose, in quest'hobby sono i dettagli che fanno la differenza, e sapere quale attrezzatura serve per la ricerca e il riconoscimento delle meteoriti, i luoghi migliori in cui cercare, le strategie di "caccia" da adottare, rappresenta una condizione necessaria - sebbene talvolta non sufficiente, se non si ha un pizzico di fortuna e di pazienza - per il successo.
Si tratta di meteoriti comuni, ma sono ugualmente di un certo valore perché difficili da distinguere dalle rocce terrestri.
Può essere tuttavia utile sapere, almeno a grandi linee, quali sono i principali tipi di meteoriti esistenti: in altre parole, conoscere la loro classificazione.
Non c'è che dire, una bella soddisfazione! Per non parlare del fatto che possiede svariate meteoriti lunari e marziane, pezzi rari e costosi del valore di migliaia di euro ciascuno.
Per estrarre le micrometeoriti ferrose dal materiale prelevato in tali pozzetti, in pratica si pone una potente calamita in un sacchetto di plastica e lo si passa sopra il materiale in questione: estraendo poi il magnete dal sacchetto, sarà facile far cadere - picchiettando sullo stesso - in una vaschetta la polvere rimasta attratta, che conterrà molte particelle ferrose di origine spaziale.
Oltre a queste particelle, si vedranno polline, cenere e – se si è fortunati – delle micrometeoriti vetrose, sferule praticamente perfette di colore vario, dal giallo al trasparente, al verdastro, al nero (si veda, ad esempio, le figure qui sotto, per le quali si ringrazia A.
La quantità di nichel determina la classificazione delle meteoriti all'interno di questa categoria.
Queste ultime particelle, che distingueremo in micrometeoriti ferrose e in micrometeoriti rocciose o vetrose (a causa del loro aspetto vetroso simile all'ossidiana, una roccia vulcanica), possono essere raccolte e identificate anche da un dilettante con l'impiego di una semplice attrezzatura.
L'analisi mineralogica delle micrometeoriti non è, in generale, alla portata di uno scienziato dilettante.
Sono meteoriti formate sia da minerali sia da roccia, cioè rappresentano una via di mezzo tra le meteoriti pietrose e quelle ferrose.
Ne accenniamo brevemente in queste righe, mentre per gli approfondimenti rimandiamo il lettore al principale testo italiano di riferimento per la ricerca di meteoriti e micrometeoriti, il libro di Matteo Chinellato A caccia di meteoriti (SciBooks, 2005).
La sua collezione personale, che è la più grande in Italia tra quelle private, conta oltre 600 pezzi, ed è inferiore numericamente solo alle collezioni pubbliche dei Musei Vaticani e del Museo Nazionale dell'Antartide, che peraltro è basata su meteoriti acquisite per lo più in terra straniera.
Per questa ragione, la percentuale delle meteoriti pietrose ritrovate cala all'82 percento, quella delle pietrose-ferrose sale al 3 percento e quella delle ferrose sale al 15 percento.
) le meteoriti sono classificate, a seconda della loro composizione, in tre grandi categorie, a loro volta suddivise in varie sottocategorie:.
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Una delle esperienze scientifiche più divertenti che possiamo svolgere a casa nostra è la raccolta e l’analisi delle cosiddette “micrometeoriti”, particelle submillimetriche di origine prevalentemente asteroidale che cadono continuamente addosso alla Terra.
Figura 5 - Una distesa di neve dalla quale potremmo estrarre abbastanza facilmente molte micrometeoriti.
Mentre sui tempi lunghi i corpi cosmici che danno in percentuale i due maggiori contributi al flusso di oggetti che cadono sulla Terra sono quelli di taglia attorno al chilometro e quelli di dimensioni vicine ai 10 metri, sui tempi brevi c'è un terzo picco significativo, che corrisponde alla popolazione delle particelle submillimetriche rappresentate dalla polvere cosmica e dalle micrometeoriti.
Incontrando l'atmosfera terrestre, le micrometeoriti più grandi - ovvero le particelle di dimensioni dell'ordine del millimetro - subiscono un processo di riscaldamento alla temperatura di 3000-4000 °C che provoca la vaporizzazione del materiale che le compone.
Raccolta e analisi delle micrometeoriti
Le meteoriti pietrose, tuttavia, sono molto difficili da riconoscere senza una preparazione e un "allenamento" specifico, mentre quelle ferrose sono più facili da identificare, perché la presenza di ferro abbondante permette di attrarle con una calamita o di rivelarle con un cercametalli.
Fare i cacciatori  e/o i collezionisti non di micrometeoriti bensì di meteoriti "normali" (cioè grandi da qualche millimetro ad alcune decine di centimentri o più), e soprattutto cercare meteoriti ferrose con una calamita o un metal detector, è in effetti un hobby molto affascinante, come Matteo Chinellato - soprannominato dagli amici l' "acchiappa-meteoriti" e considerato il maggior esperto italiano in questo settore - racconta nel suo libro.
La Terra riceve, infatti, un continuo apporto di materiale extraterrestre di dimensioni e peso molto diversi: dalle grandi meteoriti, che possono avere masse di decine di tonnellate, fino alle più minute particelle di polvere.
Dovreste così raccogliere parecchie polveri, magnetiche e non, e queste polveri saranno più rappresentative delle polveri meteoriche di quelle raccolte con le calamite, in quanto conterranno anche le polveri non metalliche.
Come effettuare la raccolta e l'analisi delle micrometeoriti.
I corpi progenitori delle micrometeoriti sono gli asteroidi e le comete, o i loro recenti o antichi frammenti che vagano liberamente nello spazio interplanetario sfiorando di tanto in tanto la Terra, i cosiddetti meteoroidi.
2)  Poi si immerge la busta con il magnete in un recipiente pulito pieno di acqua distillata e si estrae il magnete dalla busta, che va agitata a quel punto nell’acqua per far cadere sul fondo le micrometeoriti.
Se ci si accontenta delle micrometeoriti ferrose, si può direttamente muovere un sacchetto con una calamita dentro il recipiente in cui la neve è stata sciolta, e procedere poi in modo del tutto simile a quanto illustrato in precedenza.
Le meteoriti raccolte sulla Terra rappresentano perciò solo una porzione - sebbene la più evidente - della grande quantità di detriti cosmici che ogni anno ci piovono addosso, perché sui tempi brevi il contributo maggiore è dovuto alla polvere cosmica e alle micrometeoriti.



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Bernard de Jussieu nel 1723 riconobbe che le ceraunie erano pietre lavorate dall'uomo; Lavoisier nel XVIII secolo credeva che queste rocce non provenissero dal cielo, Lazzaro Spallanzani nel 1794, in un dibattito sulla provenienza di una pioggetta di sassi caduta a Siena, credeva che le meteoriti si originassero per l'azione un violentissimo turbine locale, che abbattutosi su queste pietre le abbia seco rapite fino all'alta regione dell'atmosfera, del fuoco elettrico sino poi state superficialmente alterate, prendendo quella scottatura nericcia"; sempre nel 1794 finalmente Ernst F.
Al giorno d'oggi molte cose si riescono a dire su questi scuri e bruniti", eppure solo nel 1803, con la caduta della pioggia meteoritica dell'Aigle (Francia), la comunità scientifica confermò l'ipotesi di una provenienza extraterrestre per le meteoriti.
Purtroppo molteplici cause frenarono lo studio delle meteoriti; dapprima il fatto che molte di queste rocce scure, con piccole impronte dovute alla fusione, furono considerate opera del diavolo e quindi distrutte e sottratte agli studiosi; a seguire, il fatto che molte di esse, essendo metalliche, furono fuse e lavorate a forma di lance o coltelli dalle popolazioni più primitive e ciò indusse a far credere a le persone che le ritrovarono, che queste pietre si formassero durante i temporali (erano chiamate ossia pietre del fulmine, in quanto si credeva che la loro genesi era durante i temporali con tuoni e fulmini).

Un evento importante per i futuri fu la caduta di una massa rocciosa ad Ensisheim in Alsazia nel 1492, la quale fu considerata da un monaco del luogo un'opera divina di buon auspicio e ritenuta di fondamentale importanza per la vittoria in guerra dell'imperatore Massimiliano II; questo meteorite fu quindi conservato e dal quel giorno in poi le meteoriti iniziarono ad essere raccolte e catalogate.
Vi era però ancora il problema della provenienza e molti furono gli studiosi che si cimentarono in quest'affascinante enigma.
Una volta riconosciute come extraterrestri, ebbe inizio uno studio sistematico delle meteoriti per cercare di risolvere l'infinità di dubbi che le accompagnavano e per ottenere le migliaia d'informazioni che solo questi oggetti potevano fornire, nacque così la (termine preso dal russo, è il corrispondente anglosassone), ossia la scienza che si occupa dello studio delle meteoriti.
Storia dei meteoriti



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Pare che alcune migliaia di meteoriti di oltre un chilogrammo arrivino ogni anno sulla superficie terrestre, di cui circa un centinaio pesanti oltre 100 chilogrammi.
La stima della loro età, ottenuta misurando il tempo di esposizione alla radiazione cosmica, mostra che la durata del viaggio tra l'asteroide progenitore e la Terra varia da 1 a 100 milioni di anni per gli oggetti formati da rocce, mentre per le meteoriti ferrose può arrivare a 2 miliardi di anni, probabilmente in virtù della maggiore resistenza all'erosione nello spazio.
Se si escludono i primi millimetri in prossimità della crosta di fusione, che possono essere stati lievemente interessati, l'interno delle meteoriti non viene quindi modificato dalla caduta, e questo ci fornisce l'opportunità di ricavare una serie di preziosissime informazioni.
Diverso è il caso delle meteoriti, che nella stragrande maggioranza dei casi sono frammenti di asteroidi.
L'AFFASCINANTE MONDO DELLE METEORITI
Ogni anno arrivano a contatto con gli strati superiori dell'atmosfera terrestre milioni di granelli di polvere cosmica, che danno origine all cosidette stelle cadenti; al contrario si stima che gli " incontri ravvicinati " con meteoriti di oltre un chilogrammo siano appena 100000 al'anno.

Il 14 agosto 1992 una pioggia di meteoriti si abbattè su Mbale, in Uganda, provocando danni non gravi ad alcune case.
E' proprio a causa di questo violento passaggio che la pietra trovata sotto l'automobile di Michelle Knapp è così nera e ha tutti gli spigoli arrotondati che le danno l'aspetto caratteristico delle meteoriti.



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