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Non è sempre stato così automatico il collegamento tra le comete, soprattutto quelle a
corto periodo, e le regioni più periferiche del Sistema Solare (Nube di Oort o Fascia di
Kuiper); si è tentato, infatti, più volte di identificare altri serbatoi più vicino al
Sole, ma con risultati non sempre accettati dalla comunità scientifica.
, 1995) hanno cercato di valutare in modo attendibile l'efficienza del meccanismo di
"evaporazione" dei Troiani quale possibile sorgente delle comete a corto
periodo, ma le conclusioni non sono esaustive, anche per la scarsa conoscenza dei
parametri reali di questi asteroidi.
Il gruppo più numeroso è rappresentato dalle comete a lungo periodo, che costituiscono
gran parte (84%) delle comete con orbite conosciute.
Ormai a pieno titolo anche le comete entravano a far parte del gruppo di corpi gravitanti
attorno al Sole con orbite perfettamente descritte dalle leggi di Keplero.
Questi oggetti sembrano confinati inati in un disco abbastanza sottile
nei pressi del piano dell'eclittica, e questo non può che deporre a favore
dell'identificazione di questa zona con il serbatoio da cui provengono le comete a corto
periodo.
Partendo dallosservazione della casualità delle caratteristiche orbitali, Oort concluse
che la zona di provenienza dovesse essere una nube sferica (la NUBE DI OORT, appunto);
analizzando poi le distanze degli afeli delle comete a lui note nel 1950 determinò il
raggio del guscio di maggiore densità di questa nube, quantificandolo in 40000 U.
Una ulteriore prova a favore di questa ipotesi proviene dalle integrazioni
numeriche: esse hanno mostrato la stabilità dinamica per una significativa frazione degli
oggetti che si sono formati nella Kuiper Belt, ma nel contempo hanno evidenziato la
possibilità, in seguito a piccole instabilità gravitazionali indotte dai pianeti
giganti, che questi oggetti possano rifornire adeguatamente l'attuale popolazione delle
comete a corto periodo (Stern, 1995).
Oort presentò uno
studio sulla provenienza delle comete: oggi, anche se con alcune correzioni, il quadro
tracciato dall'astronomo olandese non è stato sostanzialmente modificato.
Forza mareale della Via Lattea (evidenziata dalla tendenza delle nuove
comete ad evitare il piano galattico ed i suoi poli).
E' questa stabilità del meccanismo su lunga
scala, infatti, il criterio principale di identificazione del luogo di origine per le
comete a corto periodo.
Un tassello certamente da non trascurare di questo mosaico che si va componendo è proprio
la recente scoperta della forte presenza di etano (C2H6) prodotta dalla zona nucleare della cometa Hyakutake, già
interpretata proprio come discriminante di possibili differenziate tipologie di comete
(Mumma et al.
La svolta decisiva fu impressa da Newton e Halley alla fine del XVII secolo allorchè,
attraverso lo studio dettagliato delle orbite di alcune comete, giunsero alla conclusione
che tali orbite erano ellittiche, dunque paragonabili ai moti periodici dei pianeti.
Nascita e morte delle Comete
Pur con l'estrema limitatezza dei dati a disposizione (una ventina di comete a lungo
periodo delle quali erano note le orbite originarie), nel 1950 J.
Si sono sempre avanzati seri dubbi sul fatto che le comete a corto periodo possano aver
avuto origine da quel gigantesco serbatoio di comete che è la Nube di Oort.
I magazzini delle Comete Il dato storico più facilmente rilevabile a proposito delle
comete è, senza dubbio, tutta quella congerie di superstizioni e credenze popolari che ne
facevano minacciosi segni celesti di sventura, situazione nella quale certamente giocava
un ruolo fondamentale il carattere decisamente anomalo di questi fenomeni celesti.
Un secondo esempio ancora più eclatante della possibilità di frammentazione del nucleo
di una cometa è rappresentato dalla cometa West (1975), il cui nucleo si suddivise in 4
parti dando luogo così ad altrettante nuove comete.
Lo studio analitico delle orbite delle comete suggerì subito, oltre al fatto di essere
caratterizzate da un'elevata eccentricità orbitale (il che significa orbite fortemente
ellittiche), la possibilità di operare una prima classificazione di questi oggetti in
base al valore del periodo orbitale.
La
perturbazione delle orbite è sempre stato oggetto di studio e di analisi (è l'irrisolto
problema degli n corpi della Meccanica Celeste); nel caso delle comete, poi, la situazione
perturbativa è notevolmente aggravata dall'esigua massa di questi corpi celesti.
Il meccanismo appena descritto genera per ogni pianeta
perturbatore una famiglia di comete, tutte caratterizzate dagli afeli nei pressi
dell'orbita del pianeta: a tal proposito la Figura 14 (Maffei, I mostri del
cielo, pag.
In quegli stessi anni Rabe ipotizzava che una possibile
sorgente delle comete a corto periodo potesse essere identificata nei meccanismi di
evoluzione dinamica degli asteroidi Troiani la cui somiglianza fisica con i nuclei
cometari spenti aveva già portato ad ipotizzare un meccanismo inverso, vale a dire la
cattura di nuclei cometari da parte di Giove.
Sarebbero queste nebulose (a forma di disco) i luoghi di formazione delle
comete, ed è da queste nebulose orbitanti intorno al Sole che verrebbero estratte,
attraverso i meccanismi perturbativi descritti più avanti, le comete a lungo periodo
(Figura 10 - Cameron, L'origine e l'evoluzione del Sistema Solare, pag.
Campins (1996) identificano due possibili
regioni che costituiscano il serbatoio delle comete a corto periodo:
1.
Si identificarono così le comete a lungo
periodo, caratterizzate da orbite con periodi superiori a 200 anni, e le comete a corto
periodo, i cui ritorni al perielio erano più frequenti e, comunque, inferiori a 200 anni.
A differenza dei pianeti, facilmente identificati sulla sfera celeste, per le comete si
trattava di apparizioni improvvise ed imprevedibili, apparentemente al di fuori di ogni
possibile regola: Galileo stesso, nel 1623, le considerava prodotte dai
raggi solari".
Questo disturbo della situazione dinamica delle comete può avere conseguenze tra loro
opposte: o la cometa viene spostata su un'orbita iperbolica, dunque viene slegata
gravitazionalmente dal Sole ed espulsa dal Sistema Solare, oppure viene sospinta verso la
zona dei pianeti dove potrà di nuovo subire profonde modifiche orbitali.
Si potrebbe, inoltre, ricondurre lelevato valore del rapporto C/N tipico dell'atmosfera
della Terra e di Venere all'apporto di materiale da parte delle comete di tipo I, mentre
l'apporto dei gas nobili deve necessariamente essere spiegato con le altre tipologie
cometarie.
La
differenziazione dei due nuclei cometari era completa, come dimostra il fatto che le due
nuove comete erano caratterizzate da periodi diversi (878 e 1055 anni).
Secondo Cameron (1976) le comete si sarebbero formate
direttamente nella Nube di Oort; a grandi distanze dal Sole, infatti, il gas in via di
collasso della nebulosa solare primordiale non avrebbe avuto la densità sufficiente da
permettere una aggregazione in corpi piuttosto grandi, ecco dunque che tale aggregazione
si sarebbe arrestata dando origine ai nuclei cometari.
,
1995), risiede nel fatto che è la prima volta che oggetti delle dimensioni delle comete a
corto periodo vengono individuati nella loro zona di origine.
L'ipotesi iniziale di Oort prevedeva che le comete potessero essersi formate
nella Fascia asteroidale ed in seguito allontanate dal Sistema Solare dall'azione
gravitazionale di Giove.
Ciò avrebbe richiesto la formazione di un'enorme massa di
comete in quanto, statisticamente, quelle espulse definitivamente dal Sistema Solare
avrebbero dovuto essere molte di più di quelle rimaste nella Nube di Oort.
Le due nuove comete furono osservate nuovamente al passaggio successivo (1852), ma
poi se ne perse ogni traccia.
Ed è anche la prlta
che si riesce ad identificare su basi osservative una regione del Sistema Solare quale
origine delle comete a corto periodo.
Fasi
evolutive finali
Dopo averne analizzato la provenienza, è
naturale chiedersi quale sarà la destinazione ultima delle comete, la tappa finale del
loro percorso evolutivo.
Accettando, però, per le comete a corto periodo una origine più prossima a noi
della Nube di Oort non possiamo non ipotizzare per esse una composizione chimica che le
possa differenziare dalle comete a lungo periodo.
Un aspetto estremamente importante del problema dell'apporto cometario all'attuale
composizione del nostro pianeta è legato alla individuazione della provenienza
dell'acqua, elemento indispensabile per lo sviluppo della vita, ma l'approfondimento di
tale discorso è rimandato alla trattazione più generale del problema degli impatti di
comete e asteroidi con la Terra.
Tale
ipotesi è confermata anche dalle più recenti osservazioni: le orbite delle nuove comete
indicano per tutte una provenienza da questa Nube, il cui raggio viene oggi stimato in
oltre 50000 U.
Per quanto riguarda la composizione chimica, i due ricercatori
propongono i seguenti tratti caratteristici per le diverse tipologie delle comete: Tipo I.
) emerge qualcosa di più di un
semplice sospetto che si possa trattare di nuclei di comete a corto periodo ormai spenti
catturati dall'azione perturbatrice della Terra o sospinti in questa orbita dai già
citati meccanismi dinamici delle risonanze.
E' inevitabile che a queste enormi distanze dal Sole le comete possano facilmente essere
perturbate nel loro moto.
Suggeriscono inoltre che anche il rapporto N2 / CO possa fornire indicazioni sul luogo d'origine
della cometa in quanto le comete (provenienti cioè dalla Nube di Oort)
presenterebbero valori di tale rapporto sistematicamente più elevati di quelli rilevabili
per le comete a corto periodo.
valutazione: contenuti: le comete
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Nell'evoluzione del pianeta Terra, miliardi di anni fa, l'impatto delle comete ebbe un ruolo decisivo nell'apporto delle molecole organiche ora alla base della vita da noi conosciuta.
Nei miei intensi anni di pratica amatoriale come astrofilo, ho avuto modo di approfondire lo studio delle comete, ed effettuare riprese sia fotografiche che visuali.
Quello che considero il mio intento far scaturire nel lettore quel poco di curiosità in modo che, per qualche prossimo passaggio di comete, si munisca di carta stellare e binocolo ed osservi questo spettacolo dal vivo, non attraverso sterili immagini di riviste.
Questa tesina tratta, in modo generico, i vari aspetti legati agli oggetti interstellari chiamati comete, residui del materiale formatosi nelle regioni più fredde del nostro Sistema Solare.
Alcuni paragrafi dellultimo capitolo sono quindi espressamente dedicati allosservazione delle comete, forse uno degli aspetti più interessanti e pratici al contrario delle sole nozioni teoriche che ogni altro libro, usualmente, riporta.
Astrocultura UAI - Unione Astrofili Italiani- Sezione speciale per le tesine delle Scuole Superiori: Gli studenti guardano le stelle
Nonostante ciò, il ruolo degli appassionati di astronomia resta ancora fondamentale per lo studio sistematico e su larga scala del cielo e delle comete.
Secondo alcune ipotesi avanzate di recente, furono proprio le comete a portare, miliardi di anni fa, acqua e altre molecole organiche sulla Terra.
Lapparizione di una cometa brillante nel cielo attrae lattenzione di ciascuno di noi: per la loro rarità e splendore eccezionale, le comete hanno suscitato stupore e terrore, fin dai tempi più antichi.
valutazione: contenuti: le comete
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Le Comete - the Universal Music -
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Comete monitorate a Medicina dal 2002: Ikeya-Zhang, C96P / Machholz, WM1 / C-Linear, Kudu-Fujikawa e C/2002 V1 (NEAT).
comete
Lo studio della riga dell'acqua nelle comete comporta una particolare procedura di acquisizione dei dati.
A differenza delle stelle o delle galassie che, per via della loro lontananza appaiono fisse e soggette solo al moto di rotazione della Terra, le comete, per via della loro vicinanza e conseguente elevatissima velocità rispetto alla Terra, hanno coordinate che devono essere corrette molto spesso, a volte ogni quindici minuti o meno.
Tanto maggiore il numero di spettri sommati, tanto maggiore il rapporto segnale/rumore, e quindi maggiore la probabilità di rivelare una riga debolissima come quella che ci si aspetta nelle comete (Figura 2).
Lo studio della riga dell'acqua nelle comete riveste una enorme importanza per lo studio delle condizioni che hanno portato allo sviluppo della vita nell'universo.
In base alle teorie più recenti si ritiene che l'acqua portata dalle comete dopo l'impatto sui pianeti abbia fornito le condizioni di base per lo sviluppo della vita, in modo particolare sulla Terra.
valutazione: contenuti: le comete
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