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IL PIANETA PLUTONE











TEXT CACHED
Lo hanno deciso 2500 scienziati al congresso dell'Unione astronomica internazionale riuniti a Praga

Il «declassamento» di Plutone è la prima conseguenza dei criteri, stabiliti per la prima volta dagli astronomi, che definiscono le caratteristiche che deve possedere un corpo celeste per avere la dignità di pianeta.
Plutone non è più un pianeta - Corriere della Sera
LA STORIA - Plutone non è nè un corpo celeste solido, come i pianeti più vicini al sole, nè un gigante gassoso come Giove o Saturno ma è un vero e proprio blocco di ghiaccio.
Fu scoperto presso il Lowell Observatory, in Arizona, il 18 febbraio 1930, da Clyde Tombaugh e battezzato in onore di Plutone, divinità dell'Oltretomba secondo la mitologia romana; le prime lettere del nome, PL, sono anche le iniziali dell'eminente astronomo Percival Lowell, che per primo ne postulò l'esistenza.



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Anche questa un'immagine di Hubble Space Telescope (HST) ripresa il 21  Febbraio 1994 quando il  pianeta.
Tombaugh, al Lowell Observatory in Arizona, proseguì un'analisi molto attenta del cielo, che portò  alla scoperta di Plutone.

probabilmente  metano ghiacciato Alcuni ritengono che sarebbe meglio classificare Plutone come un grande asteroide o come una cometa,  piuttosto che come pianeta.
si sa dell'atmosfera di Plutone, ma con ogni probabilità essa consiste per lo più di.
L'atmosfera di Plutone potrebbe esistere allo stato gassoso solo quando il pianeta si trova vicino al suo perielio; ma per la maggior parte del lungo anno plutoniano, i gas atmosferici sono ghiacciati.
per ora la più chiara immagine  del lontano pianeta Plutone e della sua luna Caronte.
pianeta ha ricevuto questo nome  forse perché si trova così lontano dal Sole da essere sempre al buio.
plutone-dati



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Si continua però lo studio di una sonda economica che potrebbe partire entro il 2004-6 per incontrare il nono pianeta nel decennio prossimo ed eventualmente continuare poi lo studio degli oggetti nella Fascia di Kuiper.
Esplorazione con sonde spaziali di Plutone Per ora le uniche immagini dettagliate di Plutone sono state quelle ottenute tramite il Telescopio Spaziale.
Gli obiettivi di questa missione riguardano lo studio globale della superficie del pianeta più esterno del Sistema Solare in base alla ripresa, con una camera CCD, di immagini del pianeta e ad esperimenti di spettrometria ultravioletta.
Esplorazione Spaziale di Plutone




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Plutone è tornato attualmente all’attenzione dei più grazie soprattutto alle fotografie del telescopio spaziale Hubble, ma per interpretare quelle istantanee è necessario riassumere quanto già sappiamo a proposito dei due pianeti, Plutone e Caronte.
Quattordici anni dopo la sua morte, il 13 Marzo 1930, un giovane assistente dell’osservatorio Flagstaff, Clyde Tombought, poté finalmente dare al mondo la notizia della scoperta del nuovo pianeta.

Questi scheggiarono il pianeta asportandogli una grande quantità di materiale che in circa 10 milioni di anni si sarebbe riaggregato attorno a Plutone formando Caronte.
Informazioni indirette, poi, sono state ottenute dal confronto di Plutone con Tritone, uno dei satelliti di Nettuno, che per molti aspetti assomiglia a Plutone stesso e che venne osservato con notevole risoluzione da una sonda Voyager.
In base alle ricerche condotte con il satellite IRAS si ipotizza che alcune regioni di Plutone non siano ricoperte principalmente da azoto, in quanto si mostrano con più basso albedo (capacità riflettente della superficie), un colore rossastro e una più elevata temperatura.
Il componente principale dell’atmosfera è l’N2, in quanto si ipotizza che quest’ultima dovrebbe essersi evoluta dal materiale che costituisce la superficie del pianeta.
L’origine di Plutone e Caronte: Le caratteristiche fisiche di questi due oggetti e i loro parametri orbitali sono unici nel Sistema Solare e, quindi, riuscire a comprendere l’origine del sistema Plutone-Caronte risulta di estrema importanza per comprendere alcuni misteri della nascita del Sistema Solare stesso.
Ora, poiché, a causa delle esistenti al suolo di Plutone, l’azoto risulta essere più volatile rispetto all’ossido di carbonio e al metano, quest’ultimo elemento dovrebbe essere il componente principale.
Analizzate con calma le documentazioni che gli astronomi avevano a disposizione si arrivò a scoprire che Plutone era stato fotografato al Lowell Observatory in ben due occasioni, quando Lowell era ancora in vita, e da altri siti astronomici per 14 volte.
In altre parole Caronte è sempre fermo sopra lo stesso punto della superficie di Plutone; un satellite naturale che non sorge e non tramonta mai.
l’accoppiamenti spin-orbita, vale a dire il fatto che il periodo di rivoluzione di Caronte attorno a Plutone è lo stesso del periodo di rotazione di Plutone.
Grazie alle reciproche occultazioni tra Plutone stesso e Caronte si sono potute mettere in luce delle aree a luminosità diversa.
Le variazioni di temperatura durante le lunghe stagioni del pianeta determinerebbero passaggi di fase dell’azoto.
Ma anche se si dimostrasse che non vi fu un impatto tra Plutone e un corpo esterno, la risalita di acqua verso le parti più alte del pianeta può essere spiegata semplicemente grazie al calore rilasciato dagli elementi radioattivi presenti nelle rocce.
Determinare con precisione la composizione di altri composti sia su Plutone sia su Caronte risulta di estrema importanza per capire l’origine di questi e altri piccoli corpi posti ai confini e al di fuori del Sistema Solare.
Plutone   Generalità: Solo una decina d’anni fa, voler descrivere qualche caratteristica di Plutone avrebbe avuto ben poco senso.
Tutto ciò fa pensare che Plutone e Caronte non siano differenti per accrescimento contemporaneo e per fissione, come qualcuno aveva ipotizzato.
Altre caratteristiche sono state desunte anche dallo studio della superficie del pianeta, perché con questa l’atmosfera interagisce sicuramente.
L’interno di Plutone e Caronte: Dati per buoni i valori di densità, raggio e periodi di rotazione di Plutone e Caronte sinora ottenuti e prestando fede alle abbondanze cosmologiche di acqua e silicati presenti a quelle distanze dal Sole, si è tentato di definire una struttura interna del pianeta.
Ma oggi tecniche nuove di osservazione e, soprattutto, l’occhio di uno strumento, l’Hubble Space Telescope (HST), ci hanno permesso di raccogliere così tanti dati da avere un quadro sufficientemente preciso del quadro Plutone – Caronte (il suo satellite naturale) così da poterlo trattare alla stregua degli altri oggetti del Sistema Solare.
Percival Lowell, noto per i suoi studi su Marte, dedicò anima e corpo alla ricerca del pianeta ma, nonostante 14 anni di osservazioni, morì con “la più grande delusione della vita”, stando alle parole del fratello perché, pur convinto dell’esistenza di questo oggetto, non riuscì mai ad individuarlo.
Prove di laboratorio, durante le quali si tenta di ricostruire le condizioni superficiali di Plutone, inducono a pensare che l’azoto si possa presentare con cristalli di dimensioni addirittura metriche.
Dal giorno in cui venne scoperto Plutone, ma soprattutto da quando venne individuato il suo satellite Caronte, nel 1978, la loro orbita, la loro densità e il raggio dei due oggetti furono studiati con sempre maggiore definizione, anche se, ancora oggi, la precisione non ha raggiunto il cento per cento.
Quindi o la quantità di metano presente nel momento della formazione del pianeta era tale da permettere una continua perdita senza che ancora si sia esaurito, oppure il metano deve essere portato in superficie dall’interno del pianeta.
Tornando alla superficie del pianeta, va ricordato che già alcuni anni fa vennero messe in luce, durante la rotazione, variazioni di brillantezza della superficie definite con maggiore precisione dal telescopio spaziale Hubble, fatto che spiegava la presenza di aree più chiare e altre più scure.
L’atmosfera di Plutone: Le informazione sulle caratteristiche dell’atmosfera di Plutone sono state ottenute per vie diverse.
Plutone
La presenza di ghiaccio può essere spiegata come conseguenza di una separazione di quest’ultimo dalle rocce primordiali che formavano il pianeta, allorché esso venne colpito da uno o più asteroidi che ne riscaldarono l’interno.
Venne subito chiamato Plutone, come il dio degli inferi, ma il nome fu scelto anche per commemorare con le sue prime due lettere -PL- Percival Lowell.
Osservare Plutone con un telescopio: Solo con un telescopio di 25 cm di apertura o più si può osservare Plutone.
Il solo scenario che spiegherebbe la maggior parte dei parametri di questo sistema binario ipotizza una collisione tra Plutone e alcuni asteroidi giganti, forse con diametri di 1000 km e più.



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