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IL PIANETA MARTE











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Un pianeta che probabilmente nacque nella stessa area spaziale della Terra e che con essa condivise la stessa evoluzione.
Molti credono che sulla superficie di Marte vi siano resti di antica civiltà ormai scomparsa e sono pronti a giurare che le prove esistono.
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net sempre aggiornate: articoli, interviste, analisi critiche, la Mars Gallery e la nostra Teoria Terra-Marte.

In questa area viene sviluppata la nostra Teoria: "Terra e Marte formarono un sistema binario nel passato?" Sezione "MARTE OGGI".
Benvenuti su Pianeta Marte.net
Tra presente e passato del nostro Sistema Solare, alla ricerca di un pianeta che forse fu davvero il gemello della Terra per lungo tempo.
net inaugura la propria rassegna fotografica del "Pianeta Rosso" in un'area riservata esclusivamente all'esposizione di frames a colori originali NASA.
Viene tracciato il quadro attuale del "Pianeta Rosso", cercando di analizzare aspetti e vagliare alcune suggestive ipotesi forse meritevoli di maggior attenzione.
Senza scendere nei dettagli, che lasciamo svolgere ad altri eccellenti Siti Italiani ed Esteri, tracciamo la storia generale dell'esplorazione di Marte.



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Il pianeta Marte
L’astronomo americano Percival Lowell in seguito a questa notizia iniziò uno studio accurato della superficie del pianeta asserendo anche lui di vedere questi canali artificiali, segno di una civiltà morente che cercava di irrigare i deserti marziani convogliando l’acqua dalle calotte polari fino alle zone equatoriali.
Tutta questa enorme massa d’acqua (le portate dei canali di Marte sono stimate essere cento volte maggiori della portata del Rio delle Amazzoni) si sarebbe riversata nei bassopiani dando origine all’oceano menzionato; un oceano con profondità medie di 700 - 1.
Osservatorio astronomico Collina” (Candiano-Berretti-Frontali-Monte)   Marte è il quarto pianeta del Sistema Solare, contando dal Sole.
In epoche remote questi due oggetti facevano parte della fascia degli asteroidi situata proprio tra le orbite di Marte e di Giove.
Un altro fatto che ha reso Marte famoso è legato alla ipotetica presenza dei.
Durante l’opposizione del 1877 (si definisce opposizione la distanza minima tra un pianeta e la Terra, in pratica quando il pianeta si trova sull’allineamento Terra-Sole) l’astronomo italiano Giovanni Schiaparelli studiando al telescopio la superficie di Marte descrisse dei che aveva osservato.
Che cosa aveva visto Lowell? Niente! Gli ipotetici canali di Marte non sono altro che un effetto ottico legato sia alla cattiva qualità delle lenti dei telescopi, sia alla capacità dei nostri occhi di integrare una serie di particolari al limite della percezione e di vedere particolari che in realtà non esistono.
Un’altra parte di quest’acqua potrebbe essersi depositata sotto forma di ghiaccio ai poli (su Marte sono presenti due calotte polari visibili da Terra coi telescopi) oppure essersi infiltrata nel sottosuolo e trasformatasi in permafrost in seguito all’abbassamento della temperatura dovuto alla mancanza di atmosfera.
L’evoluzione climatica del pianeta potrebbe essere andata in questo modo: nel primo miliardo di anni di vita frequenti eruzioni immettono grandi quantità di anidride carbonica in modo tale da compensare quella persa nello spazio.
La faccia di Marte è solo una montagna che le ombre della precedente immagine mostravano come un volto umano! La sonda Mars Pathfinder come il Viking atterra sul suolo del pianeta ed una volta apertasi rilascia un rover, un veicolo a sei ruote delle dimensioni di un forno a microonde, il Sojourner che scorrazza liberamente nel giro di qualche decina di metri dalla sonda madre, denominata Stazione Carl Sagan.
Tutto ciò aveva alimentato le superstizioni su Marte e simpaticamente rinverdito l’idea dei non ci volevano sul loro pianeta.
Marziano Come ultima informazione degna di importanza al riguardo di Marte è la scoperta di tracce di batteri e molecole organiche rinvenute su un meteorite di origine marziana rinvenuto tra i ghiacci dell’Antartide.
Il suo lavoro Astronomia Nova pubblicato nel 1609 espone i suoi risultati circa la forma dell’orbita di Marte.
Nei prossimi anni è prevista tutta una serie di missioni automatiche verso Marte con incluso il prelievo di campioni di roccia da riportare sulla Terra.
L’atmosfera era dunque abbastanza densa da scaldare a causa dell’effetto serra la superficie del pianeta con conseguente maggior umidità.
mappa di Marte con le principali formazioni Le immagini del Mariner 9 e successivamente dell’orbiter del Viking mostrarono tutta una serie di canali naturali.
Pathfinder Quando il 4 luglio 1997 atterra su Marte la sonda Mars Pathfinder si chiude il ciclo (almeno si spera) della maledizione del pianeta.
Nessuno dei tre esperimenti diede esito positivo, naturalmente, anche se il prelievo di terreno era molto superficiale e forse non proprio caratteristico di tutta la superficie del pianeta.
Tutta una serie di analisi chimico-geologiche mostrano senza dubbio che la roccia è di natura marziana e risalente a 4,5 miliardi di anni fa che in seguito ad un impatto meteorico (il possibile cratere è stato trovato) si sia staccata dal suolo di Marte 17 milioni di anni fa ed abbia vagato nello spazio fino a che 13000 anni fa è piombato nei ghiacci dell’Antartide.
Via via che si riduce l’attività vulcanica, col raffreddamento del pianeta, l’atmosfera diviene più rarefatta.
Tutto ciò porta a ritenere questo pianeta come estremamente importante nel campo della storia dell’astronomia.
Solo in tempi probabilmente più lunghi l’uomo compirà il fatidico passo per l’esplorazione del pianeta.
Questa scoperta, se verrà confermata più specificatamente, unita alle analisi della superficie di Marte potrebbe essere un indizio di una possibile vita passata sul pianeta rosso.
di Marte Negli anni inizia l’esplorazione spaziale del pianeta da parte degli Stati Uniti e dell’Unione Sovietica.
In parte potrebbe essere evaporata e sfuggita nello spazio a causa della debole gravità del pianeta: solo pianeti delle dimensioni della Terra possono con la loro notevole forza di gravità trattenere i gas sia di una atmosfera che di vapor d’acqua di oceani in evaporazione.
Kepler è stato colui che ha seguito il lavoro di Tycho ed a cui Tycho stesso in punto di morte ha affidato il compito di svelare la forma dell’orbita proprio di Marte che era stato studiato per venti anni sia da Tycho che da Keplero.
400 chilometri dalla superficie del pianeta, Deimos ha un diametro di 15 chilometri mentre il diametro della sua orbita è di 23.
Nell’ambito della storia dell’astronomia il pianeta Marte ha rivestito una grandissima importanza in seguito agli studi di Tycho Brahe prima e di Johannes Kepler in seguito.

Alcuni di questi sono catalogati come canali di deflusso e si suppone che si siano formati da inondazioni catastrofiche verificatesi quando il permafrost (strato di terreno ghiacciato situato sotto la superficie del pianeta) fu sciolto dal calore vulcanico con la conseguente formazione di laghi sotterranei defluiti in seguito al crollo del terreno soprastante.
Sporadicamente potrebbero esserci state delle modifiche climatiche dovute a residue attività vulcaniche o anche alla variazione dell’inclinazione dell’asse di rotazione del pianeta.
Essendo un pianeta esterno, cioè trovandosi ad una distanza dal Sole maggiore di quella terrestre, può essere osservato in qualsiasi posizione del cielo, sempre compresa nella fascia delle costellazioni zodiacali, come tutti gli altri pianeti.
Queste due sonde erano entrambe composte da due parti: un orbiter cioè una sonda orbitante che aveva lo scopo di cartografare il pianeta con una risoluzione maggiore di quella fino ad allora ottenuta ed un lander cioè un modulo di atterraggio che di fatto era un vero e proprio laboratorio di analisi cui ovvio scopo era di trovare tracce eventuali di vita organica sul suolo marziano.
Le prove su deserti terrestri dei laboratori dei Viking avevano dato lo stesso esito: niente vita sulla Terra! Le analisi del terreno prelevato dal braccio meccanico del Viking mostrarono che il suolo è prevalentemente composto da biossido di silicio (45%) e di ossido di ferro (19%) che produce la ben nota colorazione rossastra del pianeta.
398 chilometri, poco meno della metà di quello terrestre ed ha una massa di circa un decimo di quella del nostro pianeta.
Attorno a Marte orbitano due satelliti naturali: Phobos e Deimos che hanno l’aspetto di asteroidi e probabilmente tali sono.
Dopo la sonda Viking tutti i successivi tentativi di rivisitare il pianeta erano andati a vuoto: tre da parte sovietica (Phobos 1 e 2 e Mars96) ed uno da parte americana.
Inoltre fra le foto di Marte colte dall’orbiter del Viking una aveva mostrato l’inquietante immagine di una montagna che sembrava scolpita a guisa di gigantesca faccia sulla superficie di Marte.
Occorre tuttavia attendere il 1971 e la sonda Mariner 9 per vedere le migliori immagini del pianeta ed i famosi canali, però naturali, oltre a crateri, vulcani imponenti (il Mons Olympus ha una altezza di 27 chilometri ed un diametro alla base di 600 chilometri), un canyon lungo 5000 chilometri, la Valles Marineris e tutta una serie di particolari che lo diversificano notevolmente dall’aspetto lunare che le prime immagini avevano mostrato.
La distanza media di Marte dal Sole è di 228 milioni di chilometri ed essendo l’eccentricità dell’orbita abbastanza marcata tale distanza varia di un 10% circa fatto questo che ha creato non pochi problemi nell’ambito delle esplorazioni con sonde automatiche.



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Negli Stai Uniti le voci di questo rinnovato interesse sovietico per Marte, alimentate dei Media - unici veri sostenitori di una ipotetica missione marziana - motivò gruppi di studio privati ed industrie ad elaborare nuovi scenari e sembrò far rinascere una nuova “corsa per Marte”.
Nella primavera del 1998, la NASA portò a termine un nuovo studio per l’esplorazione di Marte che sfruttava la potenza di carico di tre vettori pesanti (ancora da costruire).
Il rapporto, conosciuto come Ride Report, fu pubblicato nell’agosto del 1987 e fra le varie proposte conteneva un piano per l’esplorazione di Marte da farsi antro il 2005.
Con i necessari materiali lanciati da Terra, tramite vettori chimici, da questo punto si sarebbe potuto preparare adeguatamente una navetta spaziale interplanetaria per Marte.
Nello stesso anno i sovietici si fecero notare nuovamente per il loro progetto ERTA (Elecktro-Raketniy Transportniy Apparat) una astronave nucleare a propulsione elettrica per Marte che utilizzava anche un sistema di propulsione convenzionale.
La modularità e flessibilità del progetto IMIS rendeva possibile la realizzazione di 15 – 20 missioni su Marte e Venere nel periodo 1975 - 1980.
Il progetto Deimos era una proposta di Philip Bono che negli anni ’60 immaginò l’utilizzo di un vettore Rombus (un single-stage-to-orbit booster allora allo stato concettuale che prevedeva l’utilizzo di motori a spina conica) e singoli elementi separati per la discesa sul pianeta ed il successivo ritorno in orbita e poi a Terra.
L’astronave avrebbe portato sette astronauti sulla superficie di Marte per una missione di 40 giorni.
Negli anni 1994-95, lo studio di progettazione russo RKK Energia, ed il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA condussero uno studio congiunto che fu chiamato Mars Together.
Stuhlinger immaginò una spedizione di dieci astronavi che avrebbero portato un equipaggio di 200 uomini su Marte.
La industria americana TRW propose, nel 1963, una spedizione su Marte che avrebbe utilizzato il metodo della aerofrenata per entrare in orbita marziana e per il successivo rientro sulla Terra, dopo aver rallentato eseguendo un (passaggio nel campo gravitazionale) di Venere.
Il progetto prevedeva l’utilizzo di grandi superfici di pannelli solari e motori nucleari per una missione che avrebbe portato come prima fase alla esplorazione completo della superficie di Marte dalla sua orbita.

Nessuno dei progetti studiati ebbe mai l’appoggio diretto dei rispettivi Governi, ma questa atmosfera portò alla ribalta interessanti concetti per l’esplorazione umana del Pianeta Rosso.
Il laboratorio di progettazione areospaziale NPO Energia riesumò lo studio di Chelomei basandosi sulle grandi capacità di carico del nuovo vettore pesante – allora in costruzione – Energia, utilizzabile al posto del N1 e dei due UR 700.
Il progetto cambiò sigla diventando KK – (Complesso Spaziale per Spedire una Missione Umana su Marte).
La Russia d’altro canto non vorrà restare certamente “fuori dal gioco” comunque al momento nessuno dei tre paesi ha dichiarato la spedizione su Marte come un obiettivo nazionale a lungo termine.
Grazie all’impulso specifico elevatissimo fornito dai motori a ioni il sistema permetteva di raggiungere Marte e ritornare in tempi brevi senza l’utilizzo del complesso metodo dell’aerofrenata.
Tutti questi studi teorici in realtà non erano mai finalizzati alla vera realizzazione di una spedizione per Marte ma costituivano solo il punto di partenza per una eventuale missione.
Nel 1963 la NASA sponsorizzò a Houston una Conferenza Nazionale sull’esplorazione di Marte nella quale si esaminarono tutte le proposte in circolazione.
Il Mars Expedition è il primo studio del laboratorio Lewis della NASA in cui si prevede l’utilizzo di un motore nucleare.
L’astronave TMK-1 sarebbe pesata 75 tonnellate ed avrebbe portato un equipaggio di tre uomini in un flyby (giro ravvicinato intorno al pianeta per poi rientrare a Terra) di Marte senza effettuare uno sbarco.
Il Mars Evolution case del 1989 era lo sviluppo del progetto del 1988 per la realizzazione d’una base permanente ed autosufficiente su Marte.
Dopo un viaggio di 10 mesi e mezzo l’equipaggio avrebbe sganciato sul pianeta una serie di veicoli d’esplorazione radio controllati prima di riprendere il viaggio di ritorno.
Una volta in orbita il missile avrebbe utilizzato un propulsore nucleare per il trasferimento dalla Terra a Marte.
Questo progetto costituisce l’ultimo tentativo di Von Braun per realizzare il suo sogno di esplorare Marte.
L'uomo su marte 1
La struttura lunare avrebbe compreso un impianto di produzione ossigeno che sarebbe poi stato spedito alla volta di una delle due lune di Marte (Phobos o Deimos).
Una volta conclusa l’esplorazione su Marte, gli astronauti sarebbero ripartiti dalla superficie per ricongiungersi con l’astronave al suo passaggio intorno a Marte di ritorno dalla sua orbita solare.
La missione prevedeva la permanenza di tre astronauti sulla superficie di marte per un periodo massimo di 20 gg.
La terza missione selezionata, come la Mars Espedition 88, prevedeva l’utilizzo di tecnologie già disponibili per raggiungere in tempi brevissimi la prossimità di Marte ed operare solo alla esplorazione di Phobos senza tentare di scendere sul pianeta.
La missione FLEM prevedeva che un modulo di discesa si staccasse dall’astronave madre una volta giunta nei pressi del Pianeta Rosso e prima che questa compisse un flyby del pianeta prima di immettersi in una orbita solare.
Per il momento accontentiamoci di vedere brevemente, grazie ai disegni della NASA e di (©) Mark Wade, ed alle notizie ottenute dal sito Enciclopedia Astronautica una breve raccolta delle oltre 70 missioni pensate per Marte negli ultimi 60 anni.
Oggi la nuova “Visione Spaziale”, indicata dalla Amministrazione Bush, mira a rendere l’uomo nuovamente protagonista dell’esplorazione spaziale, ed ha indicato come obiettivi primari il ritorno sulla Luna entro il 2018 e l’esplorazione di Marte entro il 2030.
Per rispondere alla richiesta del Presidente di valutare una missione marziana, la NASA preparò nell’ottobre del 1989 uno studio (preparato in 90 giorni) nel quale propose una missione per Marte del costo stimato di 285 miliardi di dollari, una cifra considerevole che no ottenne mai il parere favorevole del Congresso.
630 tonnellate ed avrebbe portato su Marte un equipaggio di 10 persone per una missione di 30 mesi.
La proposta utilizzava il progetto di laboratorio orbitale militare MORL - Manned Orbiting Research Laboratory - come habitat per gli astronauti durante la missione di trasferimento al Pianeta Rosso.
In Unione Sovietica Chelomei fu il solo Disegnatore Capo a completare un progetto per Marte e riuscire a presentarlo al Governo Sovietico.
Sotto richiesta della NASA tre industrie aerospaziale studiarono il profilo di una missione marziana “tipo” (EMPIRE) L’astronave della Aeronutronic disegnata per compiere solo un flyby di Marte nel 1962, aveva una massa totale di 170 tonnellate e sarebbe stata lanciata in una orbita bassa terrestre dal lancio di un supervettore Nova (vettore mai costruito a favore del più piccolo Saturno V, che avrebbe portato gli USA sulla Luna).
Spinti dall’ondata d’interesse per l’esplorazione di Marte, nel 1991, l’industria aerospaziale Martin Marietta propose ai laboratori Ames della NASA una missione chiamata 'Mars Direct', preparata dai ricercatori Zubrin, Baker, and Gwynne.
Lo studio metteva a confronto per la prima volta le tecniche esaminate dai due paesi per affrontare una missione marziana.
Dalle lune marziane poi si sarebbero preparate tutte le infrastrutture (anche queste giunte dalla Luna) necessarie a realizzare un avamposto permanente su Marte.
La missione si proponeva di stabilire un’infrastruttura permanente nello spazio in grado di assicurare una sicura ed economica esplorazione di Marte.
Il secondo scenario, chiamato Human Expedition to Mars o Mars Espedition 88 aveva il solo obiettivo di raggiungere Marte scendervi e ritornare al solo scopo di conquistare il primato (politico più che scientifico) di essere riusciti a giungere per primi sul suolo del Pianeta Rosso prima dei sovietici.
Una nuova spedizione marziana è presentata da Von Braun e Willy nel libro l’Esplorazione di Marte del 1956.
La missione sarebbe rimasta nell’area marziana per circa un anno permettendo così al suo equipaggio di studiare il pianeta utilizzando veicoli e sonde automatiche lanciate durante l’avvicinamento.
Acquisite le necessarie esperienze e collaudati i materiali si sarebbe poi potuto procedere ad impiantare su Marte una base simile ma in due fasi.
La missione prevedeva l’utilizzo della Stazione Spaziale Freedom, di nuovi veicoli per il trasferimento a Marte e nuove tecniche di navigazione astronautica.
Lo studio per una spedizione su Marte fu ripreso negli anni ’80 in Unione Sovietica da Valentin Glushko, il successore di Korolev alla guida dell’OKB-1 - il bureau di ricerca spaziale sovietico – stimolato dalle grandi capacità di carico del nuovo vettore pesante Energia.
Due UR 700 consentito di assemblare in orbita una astronave con una massa totale di 1400 tonnellate - chiamata MK-700 – in grado di raggiungere Marte.
La possibilità di effettuare una spedizione su Marte utilizzando la tecnica CAB richiedeva l’esecuzione di rendezvous fra diversi veicoli in orbita marziana.
La missione prevedeva di superare eventuali problemi tecnici in superficie utilizzando moduli e mezzi spediti su Marte prima dell’arrivo dell’equipaggio.
L’Uomo su Marte 70 spedizioni per il Pianeta Rosso Mars Expeditions Credit ©: NASA, Stefano Cavina,  Mark Wade,  TRW, NPO  Energia  .
Il viaggio per Marte sarebbe durato 15 mesi, partendo nella finestra di lancio del mese di marzo 1975.
Nel giugno del 1985 si ebbe la prima proposta di missione con partenza da uno dei punti Langregiani della Terra (aree in cui la gravità Terra-Sole-Luna è in equilibrio e dove è possibile stabilire basi senza necessariamente contrastare la gravità del pianeta con grande dispendio di carburante).
Dopo aver raggiunto ed esplorato Marte, lo scenario ipotizzava il rientro degli astronauti a Terra dopo aver effettuato un rendezvous con un veicolo automatico di rientro, al suo passaggio nelle vicinanze di Marte – una ipotesi simile alla vecchia proposta di missione FLEM degli anni ‘70.
Il primo progetto dell’Unione Sovietica per una missione spaziale umana su Marte fu preparato negli anni ‘50 da M.
Nel dicembre del 2000 Leonid Gorshkov dei laboratori RKK Energia propose una nuova missione umana per Marte alla cui partecipazione potevano concorrere la NASA e l’ESA.
Il progetto della Boeing prevedeva l’utilizzo di cinque razzi nucleari (PPM Nerva) per spingere l’astronave che era composta da più moduli che fungevano da stiva, un lander per la discesa su Marte o MEM (Mars Escursion Module), un Modulo di Missione per l’equipaggio (MM) e un modulo biconico per il rientro nell’atmosfera terrestre o EEM (Earth Entry Module).
La missione realizzabile entro il 2003 avrebbe preceduto di tre anni una seconda missione che prevedeva lo sbarco su Marte.
Con i lanci dell’astronave Shenzhou i cinesi si sono dimostrati terza potenza spaziale ed hanno apertamente dichiarato di essere interessati alla Luna (sulla quale vorrebbero sbarcare nel 2012) ed a Marte.
Per fronteggiare quella che sembrava diventare una nuova corsa a Marte, innescata dalle notizie del rinnovato interesse in Unione Sovietica per l’esplorazione del Pianeta Rosso, nel 1988 la NASA preparò quattro diversi studi per una spedizione marziana attuabile in tempi brevi.
La lettura delle idee proposte e dei ripetuti punti cardine (più lanci in orbita bassa - appoggio alla stazione spaziale o ad una base lunare - l’utilizzo di propulsori alternativi) ci darà un’idea complessiva di come si potrà sviluppare una futura missione per il Pianeta Rosso.
Il Marpost (Mars Piloted Orbital Station) era un’astronave modulare con una massa totale di 400 tonnellate che poteva essere montata in orbita prima del suo lancio per Marte.
Il concetto di STCAEM – Cryogenic-Aerobrake (CAB) – proposto dalla ditta aerospaziale Boeing fu utilizzato per diverso tempo dalla NASA come veicolo “tipo” per l’esplorazione di Marte.
primo progetto di spedizione marziana preparato da Wernher von Braun nel 1946, negli Stati Uniti e in Unione Sovietica, fu un susseguirsi di studi e proposte di missioni per raggiungere ed esplorare Marte.
Nel gennaio 1968 la Boeing pubblicò un resoconto di 14 mesi di studio per una missione marziana.
L’immediata disponibilità di motori di questo genere non esisteva al tempo della proposta, ma motori nucleari erano gia stati studiati e sperimentati prima del loro abbandono - progetto NERVA 1960-1970 - si trattava quindi di una idea perseguibile riprendendo lo studio e lo sviluppo dei motori nucleari.
Il supporto dell’Amministrazione Bush dell’11 maggio 1991, per una missione marziana entro il 2014, oltre alla citata proposta della NASA, coincise con la pubblicazione del rapporto America on the Threshold nato dalle analisi eseguite da un gruppo di studio privato, il SEI Synthesis Group.
In URSS, Feoktistov si accorse che il progetto TMK-1 era troppo limitato se si fosse eseguito solo un  flyby di Marte.



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Da anni lavora alla formazione attoriale, proponendo percorsi di lavoro e studio che tendono a esplorare e definire una qualità della sintassi gestuale  e l'uso della voce come strumento di rapporto esclusivo con l'oggetto artistico o con la dinamica evocativa della scrittura.

INTEREPercorsi di ricercateatrale all'Ambasciata di MarteLaboratorio permanente,workshopsperiodici e spettacoli A cura di Elisa Brigiolini con la collaborazione di Caterina PoggesiIn uno spazio che non propriamente qualcosa, né esattamente niente.
una collaborazione tra Angela Antonini e Teatro dell'Esausto 16-17-18 MARZO 2007 AMBASCIATA DI MARTE via Mannelli, 2 Firenze (200 m dalla Stazione FFSS Campo di Marte ) date e orari: Venerdì 16 marzo: ore 12-18Sabato 17 marzo: ore 12-18Domenica 18 marzo: ore 12-20.
ALESSANDRO RAVEGGI (Firenze, 1980) collabora dal 1999 come attore, scrittore e regista col Teatro Studio di Scandicci, Firenze.
TELETEXT 777 comprende lo studio e la non convenzionale dei testi non-letterari (liste di nozze, cataloghi, elenchi, codici, istruzioni per l'uso), l'uso del testo in scena come oggetto sonoro, la registrazione di un testo su supporto, l'interazione tra voce dal vivo e voce registrata, la vocalità corale di un testo.
I Corsi | Ambasciata di Marte
Uno studio della qualità dell'atto comunicativo, linguaggio unico in presenza di uno sguardo.
Il progetto realizzato col contributo dell'Azienda Regionale per il diritto allo Studio Universitario di Firenze.
Dal 4 al 10 dicembre ha organizzato il festival - immagine del nuovo teatro", sulle nuove realtà teatrali toscane e italiane al Teatro Studio di Scandicci - info: http://www.
Modalità: training, analisi e studio della presenza, sviluppo del movimento nello spazio scenico e davanti ad una telecamera.
Dimostrazione del lavoro: Domenica 18 marzo - ore 22 KISS  un percorso di studio sulle forme del linguaggio scenico.
TEATRO DELL'ESAUSTO una compagnia teatrale fiorentina curata dal giovane scrittore, regista e drammaturgo Alessandro Raveggi, nata al Teatro Studio di Scandicci, Firenze, nel 2005.



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