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Un pianeta che probabilmente nacque nella stessa area spaziale della Terra e che con essa condivise la stessa evoluzione.
Molti credono che sulla superficie di Marte vi siano resti di antica civiltà ormai scomparsa e sono pronti a giurare che le prove esistono.
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net sempre aggiornate: articoli, interviste, analisi critiche, la Mars Gallery e la nostra Teoria Terra-Marte.
In questa area viene sviluppata la nostra Teoria: "Terra e Marte formarono un sistema binario nel passato?" Sezione "MARTE OGGI".
Benvenuti su Pianeta Marte.net
Tra presente e passato del nostro Sistema Solare, alla ricerca di un pianeta che forse fu davvero il gemello della Terra per lungo tempo.
net inaugura la propria rassegna fotografica del "Pianeta Rosso" in un'area riservata esclusivamente all'esposizione di frames a colori originali NASA.
Viene tracciato il quadro attuale del "Pianeta Rosso", cercando di analizzare aspetti e vagliare alcune suggestive ipotesi forse meritevoli di maggior attenzione.
Senza scendere nei dettagli, che lasciamo svolgere ad altri eccellenti Siti Italiani ed Esteri, tracciamo la storia generale dell'esplorazione di Marte.
valutazione: contenuti: il pianeta marte
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Il pianeta Marte
Lastronomo americano Percival Lowell in seguito a questa
notizia iniziò uno studio accurato della superficie del pianeta
asserendo anche lui di vedere questi canali artificiali, segno di
una civiltà morente che cercava di irrigare i deserti marziani
convogliando lacqua dalle calotte polari fino alle zone
equatoriali.
Tutta questa enorme massa dacqua (le
portate dei canali di Marte sono stimate essere cento volte
maggiori della portata del Rio delle Amazzoni) si sarebbe
riversata nei bassopiani dando origine alloceano
menzionato; un oceano con profondità medie di 700 - 1.
Osservatorio astronomico Collina (Candiano-Berretti-Frontali-Monte)
Marte è il quarto pianeta del Sistema Solare,
contando dal Sole.
In epoche remote questi due oggetti facevano parte della fascia
degli asteroidi situata proprio tra le orbite di Marte e di
Giove.
Un altro fatto che ha reso Marte famoso è
legato alla ipotetica presenza dei.
Durante lopposizione del 1877 (si
definisce opposizione la distanza minima tra un pianeta e la
Terra, in pratica quando il pianeta si trova
sullallineamento Terra-Sole) lastronomo italiano
Giovanni Schiaparelli studiando al telescopio la superficie di
Marte descrisse dei che aveva osservato.
Che cosa aveva visto Lowell?
Niente! Gli ipotetici canali di Marte non sono
altro che un effetto ottico legato sia alla cattiva qualità
delle lenti dei telescopi, sia alla capacità dei nostri occhi di
integrare una serie di particolari al limite della percezione e
di vedere particolari che in realtà non esistono.
Unaltra parte di questacqua
potrebbe essersi depositata sotto forma di ghiaccio ai poli (su
Marte sono presenti due calotte polari visibili da Terra coi
telescopi) oppure essersi infiltrata nel sottosuolo e
trasformatasi in permafrost in seguito allabbassamento
della temperatura dovuto alla mancanza di atmosfera.
Levoluzione climatica del pianeta
potrebbe essere andata in questo modo: nel primo miliardo di anni
di vita frequenti eruzioni immettono grandi quantità di anidride
carbonica in modo tale da compensare quella persa nello spazio.
La
faccia di Marte è solo una montagna che le ombre della
precedente immagine mostravano come un volto umano!
La sonda Mars Pathfinder come il Viking atterra
sul suolo del pianeta ed una volta apertasi rilascia un rover, un
veicolo a sei ruote delle dimensioni di un forno a microonde, il Sojourner
che scorrazza liberamente nel giro di qualche decina di metri
dalla sonda madre, denominata Stazione Carl Sagan.
Tutto ciò aveva alimentato le superstizioni su Marte
e simpaticamente rinverdito lidea dei non ci volevano sul loro pianeta.
Marziano
Come ultima informazione degna di importanza al
riguardo di Marte è la scoperta di tracce di batteri e molecole
organiche rinvenute su un meteorite di origine marziana rinvenuto
tra i ghiacci dellAntartide.
Il suo lavoro Astronomia
Nova pubblicato nel 1609 espone i suoi risultati circa la
forma dellorbita di Marte.
Nei prossimi anni è
prevista tutta una serie di missioni automatiche verso Marte con
incluso il prelievo di campioni di roccia da riportare sulla
Terra.
Latmosfera era dunque abbastanza densa da
scaldare a causa delleffetto serra la superficie del
pianeta con conseguente maggior umidità.
mappa
di Marte con le principali formazioni Le immagini del Mariner 9 e successivamente
dellorbiter del Viking mostrarono tutta una serie di canali
naturali.
Pathfinder
Quando il 4 luglio 1997 atterra su Marte la
sonda Mars Pathfinder si chiude il ciclo (almeno si spera) della
maledizione del pianeta.
Nessuno dei
tre esperimenti diede esito positivo, naturalmente, anche se il
prelievo di terreno era molto superficiale e forse non proprio
caratteristico di tutta la superficie del pianeta.
Tutta una serie di analisi chimico-geologiche
mostrano senza dubbio che la roccia è di natura marziana e
risalente a 4,5 miliardi di anni fa che in seguito ad un impatto
meteorico (il possibile cratere è stato trovato) si sia staccata
dal suolo di Marte 17 milioni di anni fa ed abbia vagato nello
spazio fino a che 13000 anni fa è piombato nei ghiacci
dellAntartide.
Via via che si riduce
lattività vulcanica, col raffreddamento del pianeta,
latmosfera diviene più rarefatta.
Tutto ciò porta a ritenere
questo pianeta come estremamente importante nel campo della
storia dellastronomia.
Solo in tempi probabilmente più lunghi
luomo compirà il fatidico passo per lesplorazione
del pianeta.
Questa scoperta,
se verrà confermata più specificatamente, unita alle analisi
della superficie di Marte potrebbe essere un indizio di una
possibile vita passata sul pianeta rosso.
di
Marte
Negli anni inizia lesplorazione
spaziale del pianeta da parte degli Stati Uniti e
dellUnione Sovietica.
In parte potrebbe essere evaporata e sfuggita
nello spazio a causa della debole gravità del pianeta: solo
pianeti delle dimensioni della Terra possono con la loro notevole
forza di gravità trattenere i gas sia di una atmosfera che di
vapor dacqua di oceani in evaporazione.
Kepler è stato colui che ha seguito il lavoro di Tycho ed a cui
Tycho stesso in punto di morte ha affidato il compito di svelare
la forma dellorbita proprio di Marte che era stato studiato
per venti anni sia da Tycho che da Keplero.
400 chilometri dalla superficie del pianeta,
Deimos ha un diametro di 15 chilometri mentre il diametro della
sua orbita è di 23.
Nellambito della storia
dellastronomia il pianeta Marte ha rivestito una
grandissima importanza in seguito agli studi di Tycho Brahe prima
e di Johannes Kepler in seguito.
Alcuni di questi sono catalogati come canali di
deflusso e si suppone che si siano formati da inondazioni
catastrofiche verificatesi quando il permafrost (strato di
terreno ghiacciato situato sotto la superficie del pianeta) fu
sciolto dal calore vulcanico con la conseguente formazione di
laghi sotterranei defluiti in seguito al crollo del terreno
soprastante.
Sporadicamente
potrebbero esserci state delle modifiche climatiche dovute a
residue attività vulcaniche o anche alla variazione
dellinclinazione dellasse di rotazione del pianeta.
Essendo
un pianeta esterno, cioè trovandosi ad una distanza dal Sole
maggiore di quella terrestre, può essere osservato in qualsiasi
posizione del cielo, sempre compresa nella fascia delle
costellazioni zodiacali, come tutti gli altri pianeti.
Queste due
sonde erano entrambe composte da due parti: un orbiter
cioè una sonda orbitante che aveva lo scopo di cartografare il
pianeta con una risoluzione maggiore di quella fino ad allora
ottenuta ed un lander cioè un modulo di atterraggio che
di fatto era un vero e proprio laboratorio di analisi cui ovvio
scopo era di trovare tracce eventuali di vita organica sul suolo
marziano.
Le prove su deserti terrestri dei laboratori
dei Viking avevano dato lo stesso esito: niente vita sulla Terra!
Le analisi del terreno prelevato dal braccio
meccanico del Viking mostrarono che il suolo è prevalentemente
composto da biossido di silicio (45%) e di ossido di ferro (19%)
che produce la ben nota colorazione rossastra del pianeta.
398 chilometri, poco meno
della metà di quello terrestre ed ha una massa di circa un
decimo di quella del nostro pianeta.
Attorno a Marte orbitano due satelliti naturali: Phobos e Deimos
che hanno laspetto di asteroidi e probabilmente tali sono.
Dopo la sonda Viking tutti i successivi
tentativi di rivisitare il pianeta erano andati a vuoto: tre da
parte sovietica (Phobos 1 e 2 e Mars96) ed uno da parte
americana.
Inoltre fra le foto di
Marte colte dallorbiter del Viking una aveva mostrato
linquietante immagine di una montagna che sembrava scolpita
a guisa di gigantesca faccia sulla superficie di Marte.
Occorre tuttavia attendere il 1971 e la sonda
Mariner 9 per vedere le migliori immagini del pianeta ed i famosi
canali, però naturali, oltre a crateri, vulcani imponenti (il Mons
Olympus ha una altezza di 27 chilometri ed un diametro alla
base di 600 chilometri), un canyon lungo 5000 chilometri, la Valles
Marineris e tutta una serie di particolari che lo
diversificano notevolmente dallaspetto lunare che le prime
immagini avevano mostrato.
La distanza media di Marte dal Sole è di 228
milioni di chilometri ed essendo leccentricità
dellorbita abbastanza marcata tale distanza varia di un 10%
circa fatto questo che ha creato non pochi problemi
nellambito delle esplorazioni con sonde automatiche.
valutazione: contenuti: il pianeta marte
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Negli Stai Uniti le voci di questo rinnovato interesse sovietico per Marte, alimentate dei Media - unici veri sostenitori di una ipotetica missione marziana - motivò gruppi di studio privati ed industrie ad elaborare nuovi scenari e sembrò far rinascere una nuova “corsa per Marte”.
Nella primavera del 1998, la NASA portò a termine un nuovo studio per l’esplorazione di Marte che sfruttava la potenza di carico di tre vettori pesanti (ancora da costruire).
Il rapporto, conosciuto come Ride Report, fu pubblicato nell’agosto del 1987 e fra le varie proposte conteneva un piano per l’esplorazione di Marte da farsi antro il 2005.
Con i necessari materiali lanciati da Terra, tramite vettori chimici, da questo punto si sarebbe potuto preparare adeguatamente una navetta spaziale interplanetaria per Marte.
Nello stesso anno i sovietici si fecero notare nuovamente per il loro progetto ERTA (Elecktro-Raketniy Transportniy Apparat) una astronave nucleare a propulsione elettrica per Marte che utilizzava anche un sistema di propulsione convenzionale.
La modularità e flessibilità del progetto IMIS rendeva possibile la realizzazione di 15 – 20 missioni su Marte e Venere nel periodo 1975 - 1980.
Il progetto Deimos era una proposta di Philip Bono che negli anni ’60 immaginò l’utilizzo di un vettore Rombus (un single-stage-to-orbit booster allora allo stato concettuale che prevedeva l’utilizzo di motori a spina conica) e singoli elementi separati per la discesa sul pianeta ed il successivo ritorno in orbita e poi a Terra.
L’astronave avrebbe portato sette astronauti sulla superficie di Marte per una missione di 40 giorni.
Negli anni 1994-95, lo studio di progettazione russo RKK Energia, ed il Jet Propulsion Laboratory (JPL) della NASA condussero uno studio congiunto che fu chiamato Mars Together.
Stuhlinger immaginò una spedizione di dieci astronavi che avrebbero portato un equipaggio di 200 uomini su Marte.
La industria americana TRW propose, nel 1963, una spedizione su Marte che avrebbe utilizzato il metodo della aerofrenata per entrare in orbita marziana e per il successivo rientro sulla Terra, dopo aver rallentato eseguendo un (passaggio nel campo gravitazionale) di Venere.
Il progetto prevedeva l’utilizzo di grandi superfici di pannelli solari e motori nucleari per una missione che avrebbe portato come prima fase alla esplorazione completo della superficie di Marte dalla sua orbita.
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Da anni lavora alla formazione attoriale, proponendo percorsi di lavoro e studio che tendono a esplorare e definire una qualità della sintassi gestuale e l'uso della voce come strumento di rapporto esclusivo con l'oggetto artistico o con la dinamica evocativa della scrittura.
INTEREPercorsi di ricercateatrale all'Ambasciata di MarteLaboratorio permanente,workshopsperiodici e spettacoli A cura di Elisa Brigiolini con la collaborazione di Caterina PoggesiIn uno spazio che non propriamente qualcosa, né esattamente niente.
una collaborazione tra Angela Antonini e Teatro dell'Esausto 16-17-18 MARZO 2007 AMBASCIATA DI MARTE via Mannelli, 2 Firenze (200 m dalla Stazione FFSS Campo di Marte ) date e orari: Venerdì 16 marzo: ore 12-18Sabato 17 marzo: ore 12-18Domenica 18 marzo: ore 12-20.
ALESSANDRO RAVEGGI (Firenze, 1980) collabora dal 1999 come attore, scrittore e regista col Teatro Studio di Scandicci, Firenze.
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